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25 settembre 2026

Quelli che sono tornati

I samosely, gli anziani rientrati nella zona di alienazione dopo l'evacuazione.

Samosely, in ucraino, indica chi si è insediato da sé. È il nome rimasto a un gruppo di persone che nel 1986 furono caricate sugli autobus, portate via dalle loro case e che, qualche mese o qualche anno dopo, tornarono indietro. Vennero mandate via una seconda volta, rientrarono ancora, e a un certo punto il governo se ne fece una ragione e le lasciò stare.

La prima volta che sono entrato nella zona di alienazione, nel 2012, i samosely non li ho incontrati. Ero in un giro turistico di una giornata, partito da Kiev e rientrato in serata, e quel tipo di visita porta dove porta tutti: Pripjat, la piscina, il luna park, le maschere antigas sul pavimento di una scuola.

Il viaggio del febbraio 2014 è nato anche per questo: andare a fotografare le persone che in un tour non si incontrano. Ne ho fotografate una decina, sparse in villaggi diversi. Quasi tutte avevano un animale in casa, cani o gatti, e una signora aveva un pollaio.

Penso che non considerino le radiazioni come un vero rischio, forse non vedendole, e non sapendo bene cosa fossero, ne avessero meno paura. Il rischio per loro era un altro: finire in un appartamento di città sconosciuta, fra gente sconosciuta, lontano da casa propria.

Una donna ci ha offerto dei funghi sottaceto raccolti nel bosco lì attorno. Li abbiamo rifiutati.

Quel barattolo racconta qualcosa che va oltre la zona di alienazione. I funghi assorbono maggiormente il cesio-137, e in Ticino la radioattività residua è ancora oggi circa il 40% di quella misurata nel 1986. I più contaminati sono i funghi ipogei, i tartufi dei cervi, che crescono a una decina di centimetri di profondità: se ne nutre il cinghiale, ed è per questo che il cinghiale è considerato la specie sentinella della radioattività ambientale. Dal 2017 il valore limite per le derrate alimentari è di 600 becquerel per chilo, abbassato da 1250, e ogni anno fra il 2 e il 5% dei cinghiali abbattuti in Ticino viene sequestrato perché lo supera; nel 2015 un esemplare ha raggiunto 9900 becquerel per chilo. Nella stagione di caccia del 2014, l'anno del mio viaggio, i capi sequestrati furono dieci su 340. Anche i funghi commestibili di bosco vengono analizzati dal 1986: in Ticino sono 791 campioni, oggi quasi tutti a livelli di fondo. Li misura il Laboratorio cantonale, uno dei sette centri di competenza nazionali per la radioattività.

Dalla zona, nel 1986, furono evacuate 116 000 persone; a rientrare furono circa 1200. L'ultimo censimento ufficiale, nel 2007, ne contava 314; nel 2012 erano 197, nel 2017 centotrentacinque. Età media sessantatré anni, in maggioranza donne. Sono numeri che possono soltanto scendere: samosely non lo si diventa, lo si è già stati.

Fonti sulla radioattività in Ticino: Ufficio federale della sanità pubblica, Ufficio del veterinario cantonale, RSI.

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