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31 ottobre 2025

Černobyl nelle pagine di Leica

Il lavoro su Černobyl visto da LFI e da Leica: la rivista, il libro dei cent'anni, la timeline.

Nell'ottobre del 2024 ho scritto a LFI, Leica Fotografie International, per dire che il libro era uscito. È una cosa che si fa, e che quasi sempre finisce lì. Fra novembre e dicembre mi hanno risposto che ne volevano fare un articolo.

L'ha scritto Danilo Rößger, e all'inizio di febbraio abbiamo parlato a lungo. L'intervista era più lunga dello spazio che aveva in pagina: il pezzo è uscito sul numero 3.2025 della rivista LFI, in aprile, e pochi giorni dopo è arrivato online With the Samosely, che riprende lo stesso materiale e si prende lo spazio che la carta non aveva. La fotografia scelta è quella della donna seduta al tavolo di cucina, con le icone alle spalle: una delle persone che dopo l'evacuazione sono tornate a vivere nella zona.

Nella stessa conversazione Danilo mi ha anticipato una cosa che non sapevo ancora: per i cent'anni della Leica stavano preparando un libro di cento storie, e una sarebbe stata il viaggio a Černobyl.

100 Leica Stories è uscito il 15 giugno 2025. Le mie due pagine sono la 138 e la 139, sotto il titolo The White Emptiness: il luna park di Pripjat sotto la neve, M Monochrom, inverno 2014. Poche pagine prima ci sono la regina Elisabetta II e il Nelson Mandela di David Turnley; nell'indice, Cartier-Bresson, Capa, Koudelka, Salgado, Barbara Klemm, Meyerowitz.

Fra quei nomi c'è anche lo svizzero René Burri. L'ho incontrato nel 2012, lo stesso anno in cui sono entrato per la prima volta nella zona, e l'anno dopo l'ho invitato a LuganoPhotoDays: nel 2013 il festival gli ha dedicato la mostra Impossible Reminiscences e la conferenza del 12 ottobre.

In settembre Leica ha chiesto sei fotografie per la timeline del centenario, il racconto del secolo anno per anno, e dalla fine di ottobre sono lì, nella sezione «Černobyl' — La lunga eco del silenzio». Sta nel capitolo del 1984, che è l'anno della M6: la timeline è costruita sulle macchine fotografiche, non sulle date dei fatti. Il reattore è esploso nel 1986, quelle immagini sono del 2014.

Di tutto questo quello che conta è una cosa sola, ed è la ragione per cui le fotografie esistono: la zona continua a essere guardata.

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